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MADRE TERRA – Natura Naturans
MADRE TERRA – Natura Naturans

Dal 15 al 21 Agosto

● Inaugurazione giorno 15 ,ore 18,30

● Performance giorno 20 ore 18,30

La prima divinità e culto concepito dall’uomo è senz'altro quello della Grande Madre, come energia creatrice della natura e degli uomini. Gea e Rea, Pachamama, Ninhursag, Astarte, Hathor poi Iside, Venere, Demetra, la stessa Maria di Nazareth, nomi che uniscono differenti culture e tempi ma che si riferiscono ad una unica grande fonte di creazione, fertilità, sessualità, nutrimento, nascita.

Come è possibile, ci chiediamo, che questa simbologia così potente e onnipresente sia persa e calpestata, metafora cioè del distacco che caratterizza le società contemporanee dal mondo naturale, vedendolo piuttosto come una fonte da sfruttare, manipolare senza etica né rispetto, perdendo quel contatto privilegiato che caratterizzava invece le popolazioni arcaiche; dimenticando quella sacralità verso la Madre Terra ci siamo smarriti, tendiamo ad un futuro sempre più catastrofico ed autodistruttivo, ma c’è anche sempre più interesse a comprendere i danni che stiamo procurando, la coscienza che non possiamo continuare così cresce.

Con questa esibizione le due artiste volevano rimettere al centro quel contatto uomo-natura: Margherita Peluso, artista della performance che col suo viaggio alla riscoperta della Grande Madre si è spinta a sperimentare col suo stesso corpo quel dialogo nei luoghi sacri o aridi proprio dove la natura stessa è stata deturpata, diventando così una potente invocazione, momenti immortalati grazie alle fotografie di Andrea Iran in mostra; Gabriella Gastaldi Ferragatta con le sue sculture che a partire da soggetti umani si trasformano in elementi naturali, proprio per cercare di cogliere quell'unione intrinseca di ecosistema interno ed esterno comune, come un elogio.

La Performance: come rappresentare e ritrovare quella divinità con gli occhi della società odierna? Quanto abbiamo mutato e schiacciato nel tempo la forza simbolica che in realtà incarna? Urge un ritorno alla visione sacrale della fertilità e della vita stessa. Le due artiste che già si ritrovano nella ricerca e l'uso comune dell'argilla come materiale naturale, uniscono le due interpretazioni mettendo in scena una performance condivisa; guidata da Margherita Peluso che continua nel suo percorso attraverso la rappresentazione della Grande Madre, verrà simbolicamente manipolata, modificata con aggiunte sul suo stesso corpo di differenti tipi di argilla proprio a rappresentare la mano umana che agisce in modo meccanico, forzato, violento. C'è poi una perdita di controllo, un collasso del sistema su sé stesso così da riscoprire la forza della Natura, che manifestandosi e ripulendo le sovrastrutture modellate ricorderà di essere lei la guida e unica conoscitrice del mistero dell’esistenza, a cui possiamo solo inchinarci come figli.

CREDITS

Con Andrea Iran fotografo e Gabriella Ferragata artista

LOCATION

Panarea

“..con nessun oggetto in Scena c’è solo Margherita con il suo corpo a raccontare la storia e trasmettere emozioni… ed il risultato è eccellente. ”
Il Globo
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